Ci tengo innanzitutto a ringraziare l’Associazione e la mia Sezione di Lovere per avermi dato l’opportunità di vivere un’esperienza davvero incredibile, nel vero senso della parola. È stata una settimana estremamente arricchente, sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco.
Ho avuto l’onore e l’onere di vivere momenti indimenticabili, che porterò con me per sempre, come il meraviglioso giro di campo durante la cerimonia di apertura, tenutasi presso la “Reale Arena”, casa della Real Sociedad, squadra militante nella massima serie del campionato spagnolo.

Sono stato estremamente fortunato a poter dirigere diverse partite insieme a colleghi provenienti da altre nazioni. Questo mi ha permesso non solo di migliorare il mio inglese, ma anche di confrontarmi con approcci e culture arbitrali differenti. Ad esempio, gli arbitri polacchi utilizzano, fin dalle categorie giovanili, un sistema di auricolari per comunicare con gli assistenti durante la partita. Con grande generosità, li hanno messi a disposizione di tutti noi: ho così potuto sperimentarne l’utilizzo in alcune gare, trovandolo semplicemente fantastico e di grande supporto in tutte le situazioni dubbie, e non solo.
All’interno del nostro gruppo di arbitri italiani era presente anche l’arbitro CAN Luca Zufferli, della Sezione di Udine, con il quale ho avuto il grande privilegio di confrontarmi dopo una mia direzione di gara durante la “Donosti Cup”. Il suo intervento si è rivelato estremamente stimolante: mi ha dato preziosi suggerimenti per migliorare e ha sottolineato con entusiasmo la mia evidente passione dimostrata in campo.

Ultimo, ma non per importanza, è stato il gruppo di colleghi provenienti da tutta Italia, dal resto d’Europa e persino dal Giappone, che ha reso questo Erasmus arbitrale semplicemente magico. Grazie a loro ho stretto nuove amicizie, mi sono divertito tantissimo e ho avuto la possibilità di scambiare qualche cimelio con colleghi di ogni parte del mondo.
Sono tornato in Italia arricchito e felice dopo questa esperienza, ma con un pizzico di dispiacere per il fatto che sia già finita.
A.E. Davide De Falco
